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lunedì 27 maggio 2024

Non lotto più e nemmeno sopravvivo


Muore anche il segreto confessionale

Pregare nel cuore della notte, nel silenzio di un covo di serpi sparite nei loro giacigli umidi fino allo spuntare del domani, ridicolmente identico a ieri, profezia di un dopodomani senza terremoti di coscienza.

Essere nel non essere un collezionista di insuccessi, di uscite in contromano, non strategiche, semplicemente... fughe.

Nei vecchi confessionali, i più cupi, con grate e tendine, inginocchiarsi sapendo che dall'altra parte non si siederà nessuno, resterà un vuoto di ascolto, di consiglio, di assoluzione, di benedizione. 

In quelli nuovi, luminosi, tutto vetro, senza rispetto per il minimo pudore, ci si da del tu per un' ibrida riconciliazione  un po' luterana, quasi socialista.

Nessuno sarà scontetato, promossi tutti alla misericordia, tutti protetti dagli strali della giustizia divina, coccolati da un'indulgenza perenne.

Vorrei sentir parlare di colpe, contrizione, penitenze e perdono. 

Bramo il sacro e il timor di Dio, non posso evitare di sporcarmi di vita e nemmeno posso rifiutare di essere lavato dal sangue di Cristo, dopo una notte insonne annegata in un profluvio di lacrime per aver offeso il mio Signore.

                                                                          ♱servo inutile♱


lunedì 15 gennaio 2024

martedì 19 dicembre 2023

Conflitti dagli esiti scontati





 Imparate da me che sono mite e umile di cuore
(Mt 11,29)

Io non so cosa significhi vincere, perché ho sempre perso.

venerdì 24 novembre 2023

Il mio venerdì non è il Tuo venerdì, Signore.

 


Appena mi corico, dico: "Quando mi alzerò?".
Ma la notte si prolunga e sono continuamente agitato fino all’alba.
(Giobbe 7, 4)

Il mio venerdì non è il Tuo venerdì, Signore, fratello mio.

domenica 29 ottobre 2023

In una chiesa... una sera

Un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso
(Salmo 63)

In una chiesa, una sera, tra le rovine del giorno e l’elevarsi di una luna così tonda e argentea da sembrarmi irreale, ho raccolto quel brandello di purezza di cuore, in un cuore a brandelli, e ho chiesto alla Madre mia celeste di farmi suo per sempre.

lunedì 11 settembre 2023

SOFFRI, TACI, PREGA!

 

 

Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza

(Apocalisse 10,10)

Signore, conosco questa nuova via, questo veleno stillato dalla neo-chiesa; è dolce al palato, ma una volta ingoiato, brucia le visceri di un amaro insostenibile.

venerdì 2 giugno 2023

In equilibrio sull'abisso

 




Il silenzio e la solitudine non sono altro che il segno visibile e il mezzo prezioso di un’ascesi che intende annientare ogni “idolo” che pretende di essere adorato al posto di Dio.
(San Bruno fondatore dell’Ordine dei Certosini)


Mi si chiede sempre di me stesso, ovunque io vada, mi fermi, riparta, guardi, ascolti, gusti, tocchi, ovunque il mio pensiero si posi.
Questo ingombrante essere, esserci è fonte di disperazione, ma mi si vuol far credere sia l’unica  verità, l’unico regno, l’unica via di salvezza, il ricettacolo del relativo, della disobbedienza creativa.
Debbo credere d’essere la chiave di volta, il concio che si oppone alla naturale spinta verso il Creatore.
Satrapo di un territorio minuscolo, sono tentato di pensarmi monarca assoluto di un possedimento vuoto, riempito dall’inconsistenza della mia vanagloria.
I maestri dell’orgoglio mi istruiscono, mi vogliono convincere che io non sono la pietra di scarto, anzi, la quadratura perfetta del cerchio, il compasso che misura la mia esaltazione, la genetica di un'evoluzione atea, determinismo di un superuomo in equilibrio sull'abisso, il proprio abisso.
Ma al limitare di questo spazio formato dagli scaltri costruttori di egolatrie svetta il segno della redenzione che, per occhi accecati dall’amor proprio, dall’autostima, dalla motivazione a vivere senza un giusto motivo, è un invisibile ammonimento.
Cadute le cataratte abrase dalla saliva impastata nel fango dal mio Signore, posso affermare, prono, con le braccia aperte, accolto dal duro pavimento della penitenza: “Stat Crux dum volvitur orbis”… la Croce resta ferma mentre il mondo ruota.

♱ servo inutile♱


martedì 23 maggio 2023

Pregare e non ottenere

 

 

Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione
 (Matteo 26:41)

Scambiare la Tua adorazione, mio Dio, per un mercanteggiare di comuni desideri posti alla base di una volgare pratica olistica, è un antico vezzo superstizioso che proprio là, ai piedi del Sinai, il tuo messaggero allevato da colti e potenti egizi, cercò di dissolvere ponendo, tra il Tabernacolo e l’Arca dell’Alleanza, sotto la Tenda Sacra, le tavole della Testimonianza.
Quanti tuoi figli ti hanno abbandonato perché alle loro suppliche non sono seguiti miracoli?
Pochi, invece, ti sono restati fedeli senza ottenere, senza chiedere niente per sé, semplicemente hanno desiderato passeggiare con Te in un nuovo Eden alla fine dei tempi, riconoscendo la loro colpa, la tua giustizia, il tuo perdono, il sacrificio estremo di Tuo Figlio, nostro fratello nella carne e l’Immacolato Cuore di Maria quale ammirabile altare dei sacrifici di lode e profumi.
A volte, tra le macchie che punteggiano il susseguirsi di stagioni, nei contorni rarefatti delle nebbie leggere che impacchettano di polveri sottili le nostre vite screziate di poche gioie e troppi dolori, trascorse a rovistare nei rifiuti di Te, giustifichiamo l’assenza di fede come grande evoluzione del pensiero e la fede, apparentemente privata delle tue divine risposte, con l’appartenenza ingiusta ad una casta di credenti inadeguati, apparentati con quel fratello che mal digerì il ritorno del figliol prodigo, con quel Caino del quale non apprezzasti le sofferte offerte.
Malgrado questa nostra incorreggibile miopia da ragionieri sentimentali, abituati alle manie crittografiche senza le quali sembra ormai impossibile loggarsi in ogni dove, le porte della tua infinita e ineffabile misericordia non hanno serrature, e nemmeno occorre bussare per oltrepassarle, perché, alla fine di una qualsiasi di queste nostre vuote e tristi giornate, inanellate in quello che la nostra cecità spirituale chiama karma o destino, un cuore sinceramente affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.

♱ servo inutile♱


lunedì 22 maggio 2023

Sei forse un Dio sadico?



E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
(1Corinzi 13,3)


Chi sono io e chi sei tu, mio Dio, che disarcionasti Paolo per sentirmi dire da lui l’inudibile, per risuonare come un cimbalo al vedermi ricolmo d’ogni cosa dalle quali non oso staccarmi, per timore di guadagnare il cielo e perdere la terra, travolto da un’inestinguibile sete di vita.
Sei forse un Dio sadico?
No, che non lo sei, ma agisci come se lo fossi, come un “contrario” di una tribù Dakota che cavalca un cavallo afferandosi alla coda.
C’impregni, solo per nostra libera richiesta, dello Spirito Consolatore che da te discende, per mutarci e scavare nella roccia dei nostri sensi refrattari all’invisibile.
Ci mostri misure diverse del vivere, opposte alla sterilità monodimensionale proposta da atei filosofi, da chirurghi del pensiero, esperti nella vivisezione del linguaggio, appiccatori di roghi semantici che non giovano a nulla, che alimentano la superbia del pensarti un accidente spazzato via dall’adorazione del caso, fortuito ordinamento naturale di un anagramma del caos.
Incarcerato da ciò che ho conquistato, dal conteggio dell’avere, dall’algebra del guadagno e delle perdite, mi sono raggelato nella pavida incapacità di riconoscerti ovunque mi appari affamato, svestito, malato nel corpo e nell’anima, sotto qualunque sembianza ti palesi. 

♱ servo inutile♱

lunedì 15 maggio 2023

Un corpo e un'anima in prestito

 

Quello che è male ai Tuoi occhi io l'ho fatto
(salmo 50,6)


Quando smisi di chiamare peccato, il peccato e mi affidai alle vie oscure della psicanalisi, feci morire la mia coscienza e zittii la mia anima e il suo sussurro così affine alla brezza dell'Oreb che carezzò Elia.
Leggo il Miserere di Davide dopo ch'egli, con inganno e azione omicida, s'accoppiò senza sentimento con la bellissima Betsabea.
La psicanalisi accarezza  con sussurro postmoderno l'ego, elevando l'io ad altezze smisurate, inaccessibili all'umiltà, espressione di un'ubris resa manifesta in tutta la sua tenebra sotto le specie dell'idolatria, in spregio al primo comandamento scolpito nella pietra dei duri di cuore e di cervice; inutile ammonimento per chi ha un cuore puro, dono di una grazia che non s'invoca in ossequio al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.
Mio Dio, quante volte ti ho sconvolto il cuore, pensando che un eterno essere non possa provare tristezza per le mie azioni, dettate dall'adorazione di un me stesso inventato da un'etologia antropologica, votata alla distruzione del sacro in me, all'annientamento di  un'anima che  non mi appartiene, come non m'appartiene questo corpo disfatto dall'amore di sé, prossimo alla restituzione improvvisa, secondo un'imperscrutabile Volontà Divina che giammai avverte, quando strappa l'umano dalla valle di false gioie, simile ad un ladro nella notte.

♱ servo inutile♱
 
 



domenica 7 maggio 2023

Tu sei altare, Agnello e Sacerdote eterno




Distruggiamo l'albero con il suo frutto, sterminiamolo dalla terra dei viventi;
affinché il suo nome non sia più ricordato
(Geremia 11:19)


La chiesa è vuota, una struttura neogotica che mi separa dal fragore di voci e motori, una pausa da un’aria nervosa forgiata nel vetro e nel metallo.
Il rosso lume m’indica la tua presenza, o mio Gesù, fratello silente, frammento di vita in un pane segregato.
Respiro inpigliato in un’invisibile rete d’incenso; flebili stille di luce schiariscono le penombre d’altari votivi, tingendo d’un vago vermiglio sculture di Te e tua Madre mostranti Sacri Cuori sanguinanti e aperti a fedeli sempre più rari.
Controcorrente al flusso statistico che implacabile segna la fine di un rigoglioso cristianesimo della partecipazione, cado in ginocchio davanti all’oro del tabernacolo e ti adoro disattendendo a qualsiasi estetica d’un nuovo corso ecclesiastico.
E ti chiedo perdono per tutte quelle volte che non mi sono preso cura di te, rifiutandomi d’incontrarti dove tu sei Altare, Vittima e Sacerdote.
E scavando tra le ossa del mio petto, Pater dopo Pater, Ave dopo Ave, rinvengo misere vanaglorie ustionate da un dolore affine a una perdita, raramente adombrate da una frenata gioia, un abbozzo di fiore dal vuoto del mio sterile centro, al ritrovarti amico malgrado quello che sono e quello che avrei potuto essere.

♱ servo inutile♱

Nella notte oscura... mi parli


È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore 
(Lamentazioni 3:26)



Sveglio in questa notte, t’ invoco in me o Dio delle cose visibili e invisibili.
Lo desidero, bramo il silenzio, e mi vergogno della mia codardia a servirti con gioia, rinunciando a un me stesso triste e desolato.
Rivolgendo il pensiero alle preghiere, alle suppliche, alle lodi dei coraggiosi nella fede, di chi confessa la tua grandezza nella finitudine umana, sento la necessità d’ imitare l’ineffabile bellezza della Croce come fanno i tuoi umili e deboli cavalieri, senz’armi e senza titoli, che t'offrono fedeltà, si offrono e soffrono per te in mezzo alle sciagure, alle orribili condizioni umane, nel centro della dilaniata, confusa e solitaria, monotona quotidianità, o nell’ estreme periferie di questo impero del male che ottenebra corpi, menti e anime, ma che, come Tu hai promesso, non prevarrà.
Accendo la flebile luce di un cero dal profondo del nulla, e ti grido senza emettere voce, faccia a terra: “Dimmi, mio Signore, che senso ha tutto questo!”.
E dal silenzio mi rispondi che Cristo è la vita disvelata nei recessi d’ognuno, non un occulto senso di essa da ricercare con foga e disperazione.

♱ servo inutile♱

Vorrei... un Dio più sostenibile

                                                   Che cosa sono io senza di Te se non la guida di me stesso verso l’abisso. (S.Agostino - C...