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lunedì 8 maggio 2023

AL 9000

 

ἐν ἀρχῇ ἐποίησεν ὁ θεὸς τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν
(Gen 1,1)


L'occhio artificiale telescopico scruta l'universo, immortala galassie, misura distanze e tempo.
Strumenti spacciati come sempre più sofisticati; impertinenti indagatori del profondo illudono di svelare il mistero della creazione.
Nella pellicola del regista Adam Mckay intitolata "Don't look up" si esorta l'uomo nel credere alla new religion scientista e allo stesso tempo di non volgere lo sguardo al cielo mistico, redentivo e salvifico.
Il "problema della conoscenza" o meglio la lusinga della tecnica, quale mito prometeico o hybris tragica.
Affidarsi esclusivamente ai sensi onde immortalare l'attimo, ingannandosi di poter cristallizzare il vero. Come se il "vedere" "sentire" o "toccare" fossero garanzia del fatto in sé e per sé.
Per gli scolastici era fondamentale adeguare la cosa e l'intelletto, mediare il dato, collocarlo nel giusto alveo senza mai perdere di vista il confine e il limite della condizione umana che non deve "sfidare" il creatore, rendendo sempre grazie di ciò che si rivela per intercessione e ispirazione divina.

                                                       Marcusenor

martedì 2 maggio 2023

La modernità esige un prezzo da pagare

 



Beato è l’uomo che ripone in Dio la sua speranza, che non s’unisce ai superbi, ai litigiosi, amanti della menzogna
(Ps 40 – 5)

La modernità esige un prezzo da pagare, il nuovo ordine lo fa intendere senza giri di parole, non ci sono più pasti gratis. Nello stesso tempo, l’uomo contemporaneo è sospeso tra il pessimismo nichilista di stampo nietzschiano in salsa “the end of history and the last man” e l’ottimismo newagiano dal vago sentore teurgico e tecno-misticheggiante.
Sembriamo aver dimenticato la via della Croce, la parola veritativa che trascende la misera prospettiva umana e consente all’anima di accedere all’orizzonte dell’eterno.
L’uomo moderno è troppo affaccendato a litigare virtualmente, tentando di confutare grafici, studi, teorie ed esegesi geopolitiche. Tutto si consuma in rabberciate patetiche minacce e battute a caratteri limitati; secoli di pensiero, di immensi mistici e di cattedrali teologiche masticate in liti da cortile, finalizzate ad affermare il proprio ego ipertrofico, nonché un supposto primato conoscitivo foriero di prestigio e del diritto di ultima e definitiva parola.
Anche i più raffinati e colti cadono nell’esiziale errore; il pendolo oscilla: pessimismo cosmico e ottimismo gnostico, per un attimo fugace, ma per nulla illusorio, il peso passa attraverso la via della verità.
                                                                  

                                                           Marcusenor

domenica 30 aprile 2023

Con la Legge, senza la Legge

 

Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati
con la legge. Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio,
ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.

(Ro 2 – 12, 13)

La giustizia non è di questa terra; la celebrazione della raison illuministica e del positivismo comtiano ha illuso l'uomo di poter determinare il corso degli eventi, di dominare la natura, di godere del privilegio di stabilire il vero dal certo.
Tribunali che scoppiano, invasi da contenziosi che avrebbero la pretesa di fare giustizia, per poi trovarsi di fronte al limite, al meno peggio, a ciò che più assomiglia al giusto, se non di cadere in macroscopiche e ferali mostruosità giuridiche.
Dall'altra parte il diritto naturale, che non ha bisogno di enciclopedie, di norme o interminabili processi dialettici volti alla ricerca spasmodica dell'aufhebung hegeliana.
Diritto naturale declinato nell'accezione di legge eterna, nella sua lapalissiana chiarezza che non necessita di esegesi o chiavi di lettura.
La legge eterna, scolpita nelle tavole con la potenza del logos divino, oltrepassa il feticismo della nuda vita da preservare ad ogni costo (anche se poi si finisce col cedere alle lusinghe della bella morte) è volta alla salvezza dell'anima destinata, quella sì, alla vita eterna.
Persa la prospettiva trascendente, ci si ritrova dispersi e disperati nella mondanità, privati del soffio mistico, si finisce avvitati in una caduta senza fine e senza alcun paracadute.
L'ordine proteso verso il bene percorre e precorre il tempo, oltrepassa, librandosi alto, le ideologie e i fanatismi terreni preparando, hic et nunc, lo spirito alla vera vita dove tutto trova il giusto, il compimento e il ristoro. 
Risultato di tale tracotanza: un profluvio di leggi, norme, codici, ordinanze che si contraddicono, accavallandosi scompostamente una sull'altra.

                                                          Marcusenor

giovedì 27 aprile 2023

Perse rotte nella notte

 


CHI SEGUE ME NON CAMMINA NELLE TENEBRE

(Gv 8,12)

C’è stato un tempo in cui, per distruggere l’anima attraverso esercizi di semantica intellettuale, si fece un’inutile opera di decostruzione, sostituzione della dimensione spirituale con la divisione tragica e astratta, dall’antico teatro greco estratta con forcipe ebraico, di conscio e subconscio.
Oggi, nell’era delle macchine quasi autonome, degli involucri di plastica privi di coscienza che si aggirano su desolati tappeti d’asfalto, quella struttura soverchiante brame mistiche, orientamenti all’ineffabile silenzio divino, è una fatamorgana galleggiante sul deserto informe che si è installato nella neurochimica cerebrale di soggetti acefali, storpiati da continui aggiornamenti somatolaici, egoinsostenibili, volti alla derubricazione di un mondo di fede, suppliche, pentimenti, miracoli e grazie, ad epitaffio scrostato sul Santo Sepolcro.
Quando l’uomo sarà definitivamente negato dall’incontrastata ascesa dell’ologramma, solo allora risorgerà la creatura amata senza fine dal Creatore; accadrà per incanto che un’edera ignea si arrampicherà da un falso vuoto sulle suture opache del freddo universo e avverrà che il calore di cuori di carne e sangue, rimpiazzati per secoli da esangui pompe al titanio, che già colmarono indegnamente la differenza tra pietra e striatura muscolare, divamperà in stelle tra le costole.

♱ servo inutile♱


Vorrei... un Dio più sostenibile

                                                   Che cosa sono io senza di Te se non la guida di me stesso verso l’abisso. (S.Agostino - C...