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lunedì 8 maggio 2023
martedì 2 maggio 2023
La modernità esige un prezzo da pagare
Beato
è l’uomo che ripone in Dio la sua speranza, che non s’unisce ai
superbi, ai litigiosi, amanti della menzogna(Ps
40 – 5)
La
modernità esige un prezzo da pagare,
il nuovo ordine lo fa intendere senza giri di parole, non ci sono più
pasti gratis. Nello stesso tempo, l’uomo contemporaneo è sospeso
tra il pessimismo nichilista di stampo nietzschiano in salsa “the
end of history and the last man”
e l’ottimismo newagiano dal vago sentore teurgico e
tecno-misticheggiante.
Sembriamo
aver dimenticato la via della Croce, la parola veritativa che
trascende la misera prospettiva umana e consente all’anima di
accedere all’orizzonte dell’eterno.
L’uomo
moderno è troppo affaccendato a litigare virtualmente, tentando di
confutare grafici, studi, teorie ed esegesi geopolitiche. Tutto si
consuma in rabberciate patetiche minacce e battute a caratteri
limitati; secoli di pensiero, di immensi mistici e di cattedrali
teologiche masticate in liti da cortile, finalizzate ad affermare il
proprio ego ipertrofico, nonché un supposto primato conoscitivo
foriero di prestigio e del diritto di ultima e definitiva parola.
Anche
i più raffinati e colti cadono nell’esiziale errore; il pendolo
oscilla: pessimismo cosmico e ottimismo gnostico, per un attimo
fugace, ma
per
nulla illusorio, il peso passa attraverso la via della verità.
Marcusፒenor
domenica 30 aprile 2023
Con la Legge, senza la Legge
Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati
con la legge. Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio,
ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.
(Ro 2 – 12, 13)
La giustizia non è di questa terra; la celebrazione della raison illuministica e del positivismo comtiano ha illuso l'uomo di poter determinare il corso degli eventi, di dominare la natura, di godere del privilegio di stabilire il vero dal certo.
Tribunali che scoppiano, invasi da contenziosi che avrebbero la pretesa di fare giustizia, per poi trovarsi di fronte al limite, al meno peggio, a ciò che più assomiglia al giusto, se non di cadere in macroscopiche e ferali mostruosità giuridiche.
Dall'altra parte il diritto naturale, che non ha bisogno di enciclopedie, di norme o interminabili processi dialettici volti alla ricerca spasmodica dell'aufhebung hegeliana.
Diritto naturale declinato nell'accezione di legge eterna, nella sua lapalissiana chiarezza che non necessita di esegesi o chiavi di lettura.
La legge eterna, scolpita nelle tavole con la potenza del logos divino, oltrepassa il feticismo della nuda vita da preservare ad ogni costo (anche se poi si finisce col cedere alle lusinghe della bella morte) è volta alla salvezza dell'anima destinata, quella sì, alla vita eterna.
Persa la prospettiva trascendente, ci si ritrova dispersi e disperati nella mondanità, privati del soffio mistico, si finisce avvitati in una caduta senza fine e senza alcun paracadute.
L'ordine proteso verso il bene percorre e precorre il tempo, oltrepassa, librandosi alto, le ideologie e i fanatismi terreni preparando, hic et nunc, lo spirito alla vera vita dove tutto trova il giusto, il compimento e il ristoro. Risultato di tale tracotanza: un profluvio di leggi, norme, codici, ordinanze che si contraddicono, accavallandosi scompostamente una sull'altra.
Marcusፒenor
giovedì 27 aprile 2023
Perse rotte nella notte
CHI SEGUE ME NON CAMMINA NELLE TENEBRE
(Gv 8,12)
C’è
stato un tempo in cui, per distruggere l’anima attraverso esercizi
di semantica intellettuale, si fece un’inutile opera di
decostruzione, sostituzione della dimensione spirituale con la
divisione tragica e astratta, dall’antico teatro greco estratta con
forcipe ebraico, di conscio e subconscio.Oggi,
nell’era delle macchine quasi autonome, degli involucri di plastica
privi di coscienza che si aggirano su desolati tappeti d’asfalto,
quella struttura soverchiante brame mistiche, orientamenti
all’ineffabile silenzio divino, è una fatamorgana galleggiante sul
deserto informe che si è installato nella neurochimica cerebrale di
soggetti acefali, storpiati da continui aggiornamenti somatolaici,
egoinsostenibili, volti alla derubricazione di un mondo di fede,
suppliche, pentimenti, miracoli e grazie, ad epitaffio scrostato sul
Santo Sepolcro.Quando
l’uomo sarà definitivamente negato dall’incontrastata ascesa
dell’ologramma, solo allora risorgerà la creatura amata senza fine
dal Creatore; accadrà per incanto che un’edera ignea si
arrampicherà da un falso vuoto sulle suture opache del freddo
universo e avverrà che il calore di cuori di carne e sangue,
rimpiazzati per secoli da esangui pompe al titanio, che già
colmarono indegnamente la differenza tra pietra e striatura
muscolare, divamperà in stelle tra le costole.
♱ servo inutile♱
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