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lunedì 3 luglio 2023
martedì 16 maggio 2023
Solennità senza sfarzo
(Salmo
30,1)
Mi ritrovo a vedere, nostalgico e stupefatto, le rare immagini in movimento del Santo Padre Benedetto XV. Le inquadrature in bianco e nero, quasi un vintage ecclesiastico, mi restituiscono il romano Pontefice
assiso in sedia gestatoria, accompagnato da flabelli e dignitari, che con gesto ieratico benedice i fedeli che, riverenti, si genuflettono al
passaggio del sacro corteo. A distanza di un secolo si respira la
solennità e la dignità principesca del Vicario di Cristo in terra,
indispensabile collegamento che unisce il regno dei cieli con il
regno temporale della Chiesa di Cristo.Ripeto,
non si tratta di ostentare sfarzo fine a sé stesso, bensì di
solennità. Tutto è volto all'esaltazione magnifica della Chiesa di
Cristo.Scambiare
la sobrietà e l'umiltà privata, con forme di "sensibilità"
verso i poveri, è operazione discutibile, che odora di
strumentalizzazione volta a ben altri fini, ovvero tentare di
immiserire il trionfo in terra di Cristo Re.Giacomo
Della Chiesa fu pontefice durante la prima guerra mondiale e grande
fu l'impegno per far cessare "l'inutile strage", come da lui
stesso definita. Sono lontani i tempi in cui la Chiesa rispondeva
solo a Dio, alla Legge eterna, totalmente volta a elevare spiritualmente e materialmente, con opere e gesti, il trionfo della
Verità rivelata, rifiutando di rendersi complice di squallide e
tartufesche operazioni di propaganda politica.
Marcusፒenor
martedì 2 maggio 2023
La modernità esige un prezzo da pagare
Beato
è l’uomo che ripone in Dio la sua speranza, che non s’unisce ai
superbi, ai litigiosi, amanti della menzogna(Ps
40 – 5)
La
modernità esige un prezzo da pagare,
il nuovo ordine lo fa intendere senza giri di parole, non ci sono più
pasti gratis. Nello stesso tempo, l’uomo contemporaneo è sospeso
tra il pessimismo nichilista di stampo nietzschiano in salsa “the
end of history and the last man”
e l’ottimismo newagiano dal vago sentore teurgico e
tecno-misticheggiante.
Sembriamo
aver dimenticato la via della Croce, la parola veritativa che
trascende la misera prospettiva umana e consente all’anima di
accedere all’orizzonte dell’eterno.
L’uomo
moderno è troppo affaccendato a litigare virtualmente, tentando di
confutare grafici, studi, teorie ed esegesi geopolitiche. Tutto si
consuma in rabberciate patetiche minacce e battute a caratteri
limitati; secoli di pensiero, di immensi mistici e di cattedrali
teologiche masticate in liti da cortile, finalizzate ad affermare il
proprio ego ipertrofico, nonché un supposto primato conoscitivo
foriero di prestigio e del diritto di ultima e definitiva parola.
Anche
i più raffinati e colti cadono nell’esiziale errore; il pendolo
oscilla: pessimismo cosmico e ottimismo gnostico, per un attimo
fugace, ma
per
nulla illusorio, il peso passa attraverso la via della verità.
Marcusፒenor
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