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sabato 13 maggio 2023

Gnosi nella Chiesa

 




GESÙ CRISTO
PORTATORE DELL'ACQUA VIVA




Interessante come il Pontificio consiglio della cultura abbia profuso tante energie in uno studio così approfondito e completo su di un movimento che, ai più, pare appartenere a una ristretta cerchia di seguaci fricchettoni fuori di testa.
Si potrebbe interpretare questo scritto come la presa di coscienza della pericolosità e pervasività di questo fenomeno; di quanto questi messaggi siano entrati nella testa e nel linguaggio del mondo - anche cattolico - proprio per il suo essere proteiforme.
Certo, tutto suona ancora più strano in una stagione dove il pontefice regnante pare ispirarsi proprio ai principi e alle dottrine denunciate in queste pagine, quanto meno nel culto idolatrico della madre terra e in una rilettura personale e discutibile del deposito della fede.
In fondo non scopriamo nulla di nuovo: un secolo fa, il Santo Padre San Pio X nella sua Pascendi ravvisava, negli approcci modernisti, proprio la matrice gnostica che inneggiava alla prisca teologia e alla teosofia.
Interessante il punto 2.5 di questo studio: la creazione ad arte di un "mondo duro e spietato" al fine di infiltrare con maggiore efficacia dottrine accoglienti, ottimistiche, consolatorie, egolatriche e autoassolutorie.
A mio modesto parere atteggiamenti "ambigui" da parte di autorità ecclesiastiche deboli, genera aperture e sottovalutazioni estremamente pericolose. Questo studio è certamente un segnale importante e mi pare vada - grazie al cielo - nella giusta direzione; come viene descritto al paragrafo 6.2, la rete di centri pastorali, culturali e spirituali rappresenta un argine fondamentale a derive figlie di ignoranza, ingenuità e, “Ahinoi”!, talvolta, sulfuree ispirazioni.

                                                   Marcusenor

lunedì 8 maggio 2023

AL 9000

 

ἐν ἀρχῇ ἐποίησεν ὁ θεὸς τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν
(Gen 1,1)


L'occhio artificiale telescopico scruta l'universo, immortala galassie, misura distanze e tempo.
Strumenti spacciati come sempre più sofisticati; impertinenti indagatori del profondo illudono di svelare il mistero della creazione.
Nella pellicola del regista Adam Mckay intitolata "Don't look up" si esorta l'uomo nel credere alla new religion scientista e allo stesso tempo di non volgere lo sguardo al cielo mistico, redentivo e salvifico.
Il "problema della conoscenza" o meglio la lusinga della tecnica, quale mito prometeico o hybris tragica.
Affidarsi esclusivamente ai sensi onde immortalare l'attimo, ingannandosi di poter cristallizzare il vero. Come se il "vedere" "sentire" o "toccare" fossero garanzia del fatto in sé e per sé.
Per gli scolastici era fondamentale adeguare la cosa e l'intelletto, mediare il dato, collocarlo nel giusto alveo senza mai perdere di vista il confine e il limite della condizione umana che non deve "sfidare" il creatore, rendendo sempre grazie di ciò che si rivela per intercessione e ispirazione divina.

                                                       Marcusenor

Vorrei... un Dio più sostenibile

                                                   Che cosa sono io senza di Te se non la guida di me stesso verso l’abisso. (S.Agostino - C...