giovedì 5 novembre 2026

Teoria della domanda d'ordine nei momenti di crisi sociale





L’espressione «domanda d’ordine» sembra un tecnicismo da seminario universitario alle otto del mattino, non è una teoria nata l'altro ieri per spiegare il motivo per cui la gente sbraita e sproloquia sui social o la forma mentis dei ragazzini che bloccano le tangenziali. Arriva da lontano, dalla sociologia europea del Novecento, quando gente come Max Weber, Émile Durkheim e più tardi psicologi sociali come Erich Fromm si sono messi a guardare il panico collettivo negli occhi per capire perché diavolo le società libere, a un certo punto, decidano spontaneamente di regalare la propria libertà al primo che promette di far correre i treni senza un minuto di ritardo.

Weber lo aveva capito benissimo con la sua analisi della legittimità e del potere carismatico: quando le istituzioni tradizionali tentennano e la burocrazia affoga nel proprio groviglio, la massa non cerca un dibattito filosofico. Cerca un'autorità che tagli il nodo gordiano. Fromm, in Fuga dalla libertà, ci ha messo sopra il carico da undici, spiegando che la libertà è un peso schiacciante, un'ansia costante. Se a quell'ansia esistenziale aggiungi il caos in strada, il traffico paralizzato, i roghi di cassonetti, vagonate di sciperi, la sensazione che nessuno sia più al volante, che la magistratura difende i criminali e i tutori dell'ordine sono pochi e inadeguati a fronteggiare il caos, la libertà diventa un lusso insostenibile. La domanda d'ordine nasce proprio lì: nell'anomia, nel vuoto di senso e di controllo dove la paura del disordine supera di gran lunga la paura della coercizione.

E intendiamoci, non ci troviamo a recinsire Il mondo sommerso di Ballard. Se vuogliamo vedere dove questa roba si applica già oggi senza bisogno di immaginare scenari alla Blade Runner, basta guardare alla Cina con il suo sistema di Credito Sociale. Lì non ci sono i carri armati all'angolo di ogni strada, perché non servono più. C'è un'architettura di sorveglianza predittiva, telecamere a riconoscimento facciale e punteggi comportamentali che garantiscono una pace sociale duratura. Hai il punteggio alto? Viaggi in prima classe, prendi i prestiti, la tua vita scorre liscia. Sgarri? Ti si restringono i diritti a poco a poco, in un silenzio digitale perfetto. Vuoi girare con il passamontagna e non farti riconoscere... sparisci dal sistema così come ne eri dentro, ma dove sparirai, questo la Cina non lo racconta a nessuno. La popolazione non protesta, ringrazia, perché la criminalità di strada è azzerata e le città funzionano come orologi svizzeri.

La grande illusione dell'Occidente è credere che da noi serva una rivoluzione sanguinosa o un colpo di Stato in divisa per finire nello stesso identico posto. Inevitabilmente ci arriveremo, ma dalla porta di servizio e per acclamazione popolare. Quando le aree metropolitane europee si stancano dei blocchi a singhiozzo, delle vetrine spaccate ogni fine settimana in nome dell'ennesima utopia di turno, e della sensazione che la microcriminalità e il degrado abbiano colonizzato lo spazio pubblico, la classe media non legge più i manifesti ideologici. Vuole solo tornare a casa dal lavoro senza impiegare tre ore, vuole che i filgi non vengano rapinati, mutilati o stuprati alla fermata del tram e vuole la merce sugli scaffali.

Ed è a quel punto che la tecnologia offre la risposta perfetta. Nessun dittatore con i baffi si affaccerà al balcone per annunciare la sospensione delle garanzie costituzionali. Molto più banalmente, la gente invocherà l'Intelligenza Artificiale, la sorveglianza biometrica capillare e l'algoritmo di gestione dei flussi come una liberazione. Accetteremo la tracciabilità totale, il credito sociale camuffato da "punteggio di affidabilità cittadina" e il controllo predittivo della piazza non perché saremo stati sottomessi con la forza, ma perché saremo semplicemente stremati. La "dittatura soft" in Occidente non sarà un'imposizione: sarà l'ultimo servizio efficiente che compreremo per far smettere il rumore di fondo.

E poi c’è l’illusione più ingenua di tutte, quella che serpeggia tra chi oggi sfrutta le maglie larghe del garantismo occidentale per urlare al martirio, sventolare il dogma e sognare di imporci la Sharia a colpi di enclave e intimidazioni di piazza. Molti si chiedono se questo Credito Sociale e la dittatura tecno-soft finiranno per colpire solo noi, la classe media anestetizzata, lasciando loro liberi di fare il solletico al vero potere. La risposta è un no secco e matematico. Il sistema algoritmico che si sta profilando non fa distinzioni ideologiche, non ha rispetto per le teocrazie e non concede zone franche. 

Chi oggi si sente onnipotente e intoccabile perché usa la nostra paralisi morale e i nostri diritti civili come uno scudo tattico, sta solo firmando la propria condanna a morte digitale. L'algoritmo non discute di teologia e non si fa intimidire dai cori di piazza: rileva un'anomalia nel flusso, incrocia la biometria, traccia i finanziamenti, le spese, spegne il portafoglio elettronico, il wallet usato per le transazioni in cryptovalute e blocca i telefoni in mezzo secondo. 

Quando il leviatano tecnologico prenderà in mano la gestione delle metropoli, l'estremismo religioso non troverà un'interlocutore timido da ricattare col senso di colpa post-coloniale, ma un muro di codice inflessibile che trasformerà ogni predicatore di odio e ogni picchiatore di quartiere in un profilo ad "alto rischio", azzerandone la capacità operativa prima ancora che riesca a scendere in strada. Il destino è identico per tutti, senza sconti: la dittatura soft sgranocchierà prima la libertà dei cittadini che creano disordine, e poi inghiottirà, con la stessa indifferenza fredda, chiunque pensava di sostituire lo stato ordinario delle cose, per quanto spregevole sia,  con il medioevo.

Pensare che ciò sia improbabile e che ci vuole troppa energia per gestire questo universo di informazioni, domandiamoci perchè si stanno costruendo accanto agli hub dove si generano e funzionano gli algoritmi che determineranno ogni aspetto della nostra vita, efficientissime e controllatissime mini-centrali nucleari.

Vorrei... un Dio più sostenibile

                                                   Che cosa sono io senza di Te se non la guida di me stesso verso l’abisso. (S.Agostino - C...