martedì 6 gennaio 2026

Se la Venezi fosse lesbica...


Intus ut libet, foris ut moris est


... avrebbe diretto il concerto di capodanno e invece il programma dissolutorio avanza a tappe forzate, anche se apparentemente il nuovo corso trumpiano sembra aver messo la parola fine a certe depravazioni.

Il concerto di capodanno a Vienna è stato affidato al direttore d'orchestra canadese Yannick Nézet Séguin, dichiaratamente omosessuale, che si è presentato con le unghie pittate, baciando gli orchestrali di quella che fu la più importante istituzione musicale del mondo. 

I libertini sono tornati ad avanzare nell'ombra, com'è loro uso. Un lustro o due in superficie e poi si continua il lavoro come le divinità ctonie, operando larvatamente, ma con altrettanto furore delle stagioni solari. 

D'altronde hanno trovato il ventre molle di una civiltà in crisi di identità, lacerata da contraddizioni interiori e irredimibili sensi di colpa esistenziali. 

Il saltimbanco di turno, poi, ha deliziato la composta e paludata platea viennese con il "rainbow waltz" della compositrice afroamericana Florence Price, ulteriore "schiaffetto" allo sciovinismo austriaco e soprattutto alla resistenza opposta alle magnifiche sorti progressive del new brave world.

Chi pensa che il woke, la cancel culture e il politicamente corretto siano ormai fenomeni superati si sbaglia di grosso.
Oggi possono agire ancora meglio e indisturbati, proprio perché vengono percepiti come sconfitti dalla storia.

                                                     Marcusenor


Operazione Caracas - Caso 1:11-cr-00205: Il file che scotta a Roma... e non solo. (parte 1)

 


 

Narcostato Caracas: il "Kill Switch" che l'Europa finge di non vedere

Se pensate che il Venezuela sia solo una questione di sanzioni, inflazione e retorica socialista, siete fuori strada. C’è un file che gira nel sottobosco della rete, ignorato dai talk show nostrani come se contenesse plutonio. È il Caso 1:11-cr-00205-AKH, oggetto del post precedente, un atto d’accusa federale degli Stati Uniti che trasforma Nicolás Maduro da presidente a ricercato speciale con una taglia da 15 milioni di dollari sulla testa.

La Pista di Sangue e Polvere. Il documento non parla di politica, parla di Narco-terrorismo. Secondo il Dipartimento di Giustizia USA, Maduro non è un leader, ma il boss del Cártel de los Soles. L’accusa è pesante come un sacco di cemento: aver usato le istituzioni venezuelane per scortare tonnellate di cocaina delle FARC verso gli States, trasformando lo Stato in una piattaforma logistica per il crimine globale.

Ma la vera bomba è nel numero di serie (1:11) ovvero: anno 2011. Avete letto bene. Gli americani avevano il mirino puntato su Maduro già quindici anni fa, quando era "solo" il Ministro degli Esteri di Chávez. Perché hanno aspettato il 2020 per sguainare la lama? Semplice: nell'intelligence non si colpisce quando hai le prove, si colpisce quando il bersaglio non serve più. Maduro è stato l'asset "bruciato" per eccellenza, tollerato finché il suo caos faceva gioco, poi incastrato non appena il vento è cambiato.

Il Silenzio Italiano tra valigie e diplomazia. Perché in Italia questo fascicolo è un tabù? Seguite i soldi. Le rivelazioni di Hugo "El Pollo" Carvajal, l'ex capo dell'intelligence di Caracas finito nelle mani della DEA, parlano di valigie diplomatiche cariche di milioni di euro destinate a finanziare movimenti politici europei. Si parla del 2010, si parla di Milano, si parla di fondi che avrebbero nutrito partiti oggi seduti comodamente in Parlamento. (M5S?)

E poi c'è la 'Ndrangheta. La cocaina del Cartello dei Soli non evapora: arriva nei porti europei, gestita dalle "ndrine" che con Caracas hanno un filo diretto mai interrotto. Analizzare questo documento significa ammettere che un Capo di Stato estero è il fornitore ufficiale della più potente holding criminale italiana. È troppo per la nostra diplomazia di velluto.

Il Gioco Finale. Il documento che avete sotto gli occhi è il Kill Switch. È l'interruttore che gli USA useranno per spegnere definitivamente il regime quando la partita geopolitica sarà ai supplementari. Non è giustizia, è Realpolitik allo stato puro, condita con quintali di polvere bianca e conti cifrati.

Mentre i media vi raccontano la favola della democrazia violata, del Diritto Internazionale bypassato e il blabla farneticante di reduci postcomunisti sinistrati, la realtà è scritta in quel PDF: un patto tra spie, generali e narcotrafficanti che tiene in scacco tre continenti.

(nella parte 2: cosa c'entra la cocaina con il fentanyl?)

domenica 4 gennaio 2026

Ce l'ho duro, ma duro... Maduro!




Questo documento on line, l'accusa dell'appartenenza di Maduro, presidente venezuelano appena "rapito", a un cartello della droga, qualcuno l'ha letto all'epoca?

Eravamo in quarantena... 

Caso 1:11-cr-00205-AKH Documento 11 Presentato il 03/05/20 Pagina 1 di 28

E chi ci può assicurare che il capataz non fosse divenuto, per paura di finire nelle grinfie americane come da documento desecretato di cui sopra, un agente speciale della CIA/DEA che si è montato un po' troppo la testa, della serie: " Il petrolio è mio e ne faccio ciò che voglio!"? 

Ma il petrolio del Venezuela, non è forse del popolo venezuelano?

Guarda caso, le centraliniste dell'infotainment ci tengono a precisare, sempre per i gonzi, che l'operazione Caracas ricorda quelle compiute contro Bin salabin-Laden e Saddam Hussein.

mercoledì 31 dicembre 2025

Il capodanno non lo festeggio, lo subisco.



Fortunatamente, alla maschera funerea dell'immagine, la liturgia cattolica risponde con il bellissimo e tremendo incipit di Giovanni evangelista: "In principio era il verbo..."

Seguono parole non mie, questa volta, ma talmente attuali da ridurmi al silenzio, perchè meglio non potrei dire, ma tacere di quest'anno orrorifico che se n'è andato e riprendere alle 00:01 dell' 1 gennaio 2026 a bofonchiare tra me e me assurdità, astrazioni e frustrazioni, su quello peggiore che verrà.

"C’è sempre un momento nella storia degli uomini in cui la difesa della propria tradizione culturale vuol significare che tutto ciò che è accaduto non è stato vano, che il tormento, la gioia, l’odio, l’amore folle e smisurato per affermare la realtà di una passione continua a vivere e ad avere un senso. Ma quando, guardando indietro, si pensa di appartenere ad una tradizione non più recuperabile, ci si persuade che il destino non dà nessuna spiegazione e nemmeno l’ombra di una motivazione su ciò che è stato, allora la ricostruzione di u n ’identità perduta e dimenticata diventa impossibile e rimane soltanto l’angoscia dello sradicamento, la desolazione e la solitudine vissute come incubo quotidiano."

(dall' introduzione, curata da S. Zecchi al Tramonto dell'Occidente di O.Spengler)

Prosit!


mercoledì 24 dicembre 2025

In questa Santa Notte




Non è una novella, questa che vi scrivo.

E’ un testamento, un lapidario discernimento, un fragore di parole sul clima freddo che recinge le rapide passeggiate, le nervose consegne, le cioccolate caldissime, i suoni minimi degli scanner delle casse, nei centri commerciali, con il loro cantare monotono, metallico, non certo una delizia pastorale o un black gospel.

Sarebbe giusto, per un giorno solo, ridire e riscrivere tutto ciò che si è già ampiamente detto, sotto ogni porta, ogni vischio incatenato su baci spenti da disattenzioni perenni, sospese, come una tregua patetica, in un giorno dove si ricorda il parente che non si chiama mai, il perdente non conosciuto, il conducente di vite orribili, il credente imbottigliato nella sua cattedrale-difesa, il volontario, il disimpegnato cinico, l’edulcorato mostrarsi buono, ottimista, positivo grazie all’aiuto festoso e baccante di un sortilegio druidico consumato ai piedi di un agrifoglio decorato.

Sarebbe ingiusto non farlo, tirarsi fuori dalla tradizione, tradire Colui che, tra quattro mesi di liturgia, ricorderemo tradito.

Il coraggio di parlare della solitudine non soccorre chi è veramente solo.

Lo sguardo di chi è povero, senza mezzi termini, è come Dante scrisse: “Vergognosa fronte”.

Dov’è nascosta la vergogna nel Natale?

Dove le crepe del cuore si divaricano sulle nuove stanze elettroniche che ci radunano secondo le regole di uno sciame disordinato che riscopre calore sociale solo sotto la pressione del tasto enter?

Quanta indulgenza verso noi stessi.

Quanta autostima per nascondere arroganze, presunzioni, fragilità emotive mai spiegate a se stessi nè tanto meno agli altri, per alimentare un costrutto narcisistico, per non sentirsi deragliati dalla folla solitaria avvinghiata agli smartphone.

Per fortuna, esistono quei particolari giorni, nominati secondo il comando di un calendario gioviale e felice, che li accomuna ancora a quel lontano dì di festa leopardiano, che non si vorrebbe mai concluso e che, forse, freme di brividi danzanti e musicali, di promesse di serenità, lavoro, salute, amore, sicurezza e protezione, al di sotto dell’epidermide dei nostri volti, già da lungo tempo inguainati in una maschera, plasmata dalla disabitudine all’immobilità, al sano non fare che ci permetterrebbe di mandare all’aria tutto ciò che non ci rende dignitosamente umani.

Nel solitario IO che nel sincero “NOI” dovremmo dileguare, c’è una sorta di reticenza involontaria, compulsiva, un recalcitrare dinanzi all’orrore.

Questa sera, da qualche parte, in questi luoghi nonluogo che ci scompongono in sintagmi disaffettivi, un gruppo nutrito di volontari servirà pasti caldi a umani disperati, senza denti.

In questa Santa Notte, in città che non sono solo semiologia da GPS, in altrettanti limbi a ridosso degli inferni edificati dall’umanità, attraversati dalla retorica del sogno per pochi, ben celata dietro l’incubo dei più, candele e preghiere saranno suppliche di grazia, desideri di guarigione e salvezza non ancora corrosi dall'indicibile.

E se i dispensatori di doni si troveranno in ognuna delle case dove si inscenerà, per qualche ora, la falsa fine del dolore e della rinuncia alla propria immediata sopravvivenza, i destinatari di quei doni, saranno veramente felici?

Alla fine, oltre la pace sia con voi, lasciati alle spalle  i portoni sacri e profani, affacciandoci dai nostri squarci aperti nei muri, dalle nostre difese di cemento ben riscaldate, vedremo ombre striscianti, silenziose per la mietitura algida dei bidoni della spazzatura o il solito  nulla che s'incrocia tra i palazzi?

Tra le montagne di rifiuti che incombono sui perimetri urbani, uccisi dalla morte del gesto di accoglienza, nasceranno i nuovi angeli incarnati nei più minuscoli e sfortunati, quelli che portano il marchio di un Dio labile, quello stesso segno che, la retorica di un giorno fra  tanti, vorrebbe riconoscere unico e indispensabile alla salvazione dall’incoerenza, alla libertà dalle porte serrate  sui corpi sfatti, malati, in stadio terminale, ghermiti dal dolore, sul destino polveroso e privo di memoria che li attende, anticamera di un'eutanasia burocratica annunciata.

Questo Natale è ancora un aborto, una bozza nel cestino, un lavoro minuzioso sulla coscienza di ognuno, mai intrapreso? 

Questa è la misura sconcertante del mio, del nostro esistere, non del venire al mondo di un Dio bambino.


domenica 21 dicembre 2025

Viaggio al termine del mondo





Se fossimo al termine del mondo, al capolinea di questo isterico viaggio genetico, vedremmo certamente miliardi di bipedi acefali  immortalare, attraverso fotocamere a n milioni di pixels, l'ultima lingua di fuoco pronta a carbonizzarli tutti e a non lasciare traccia alcuna per il resto dell'eternità.

Nessuno potrà dire vittorioso, io c' ero.

La vita ritornerebbe, con tutta calma, verso livelli sempre più semplici, abbandonando la complessità che l' aveva fatta deragliare all' emergere della coscienza.

Ma questa mia astrazione non tarderà a venire.

Intanto, eccoci immersi nel tempio della dissacrazione chiassosa con effetti speciali, nei nostri regni di metallo, plastica e CGI, monetizzabili.

Dietro alle porte a vetri delle metropolitane, sotto le mani di un parrucchiere, mentre ci ingozziamo di morte per nutrire corpo e mente, mentre facciamo finta di ascoltarci, mentre sputiamo in faccia a qualcuno il distillato volgare dei veleni che abbiamo coltivato in vitro, in ogni nostra ghiandola affetta ormai da disinteresse cronico per l'essenza reale delle cose, noi, cose tra cose, siamo già morti nel resuscitarci virtuali.

Abbiamo ascoltato canti, inni, turpiloquio, veementi stridii anti-qualcosa. 

Qualcuno ha sentito o ha creduto di udire Dio o il demonio o chissà quale apparizione mariana, sussurrargli parole buone, parole concilianti che gli consigliavano di andare dal suo vicino di casa per confidargli i suoi segreti, per aprire un cuore indurito con un piede di porco o una qualunque leva archimedea.

Chi ha ascoltato le orribili parole dell’oscurità fondamentale della vita e ha suonato il campanello del vicino, o ha accolto lo straniero simbolo del buonismo ecumenista, si è trovato un coltello nel fegato, una figlia stuprata, la cronaca nera scritta sul suo numero civico: nuovamente il nero che avanza, cromatico e genetico, perché l’umanità, cannibalica e cieca, invece di espandere luce, la divora, sentendosi pure a posto con la coscienza.

Ma l' essere al centro e non in sè stessi, è l' obbiettivo che la videocamera e la sua miniaturizzazione ha reso possibile, ha reso smart. 

Specchiarsi nel proprio orrore, nel personale abisso, non era abbastanza?

giovedì 18 dicembre 2025

La pace è finita, Miss. Von der Truppen?

 


 No, è la guerra che non è mai terminata.

Al posto suo, sarebbe stata molto meno dannosa la sig.ra Fottenberg.

martedì 16 dicembre 2025

Quale Natale?



Ho 55 anni e ho smesso di festeggiare tutte le c...o di feste comandate, Natale per primo, visto che ho perso mia madre il 25 dicembre alle 6.30 del mattino,  e non festeggio più neanche i compleanni: me ne sbatto il C....O  !!!!  Ogni anno la mia FOGNA di azienda, con il CEO che è peggio di Hitler, organizza la " cena" di fine anno nonostante ci facciano ingoiare MERDA a palate  tutto l'anno.  Io sono l'unico che non va, per non vedere il teatrino delle facce da C...O che si scambiano  finti sorrisi, falsi e ipocriti.

@baroniluigi5407 (un commentatore a caso della rete e come lui, una quantità sterminata)

Lo spirito del Grinch regna sovrano in decine di milioni di persone.

Come diceva il capo Vogon nella "Guida galattica per autostoppisti": "Resistere è inutile"... o no?


domenica 14 dicembre 2025

"Non masturbarti, non mettere in cinta nessuna!"




Questa in sintesi l'educazione sessuale ricevuta da noi maschi adolescenti nel secolo scorso.

Siamo diventati tutti stupratori seriali?

Rispondetevi da soli.

E per le femmine? 

"Non mi ritornare a casa in cinta!".

Risultato?

Sesso senza preservativo e pillola del giorno dopo.

Lo Stato ci ha messo del suo: prostituzione incontrollata, commedia sexy, pornografia dilagante, divorzio, aborto legale e diritto fondamentale per la conservazione della specie... DISTRUZIONE CREATIVA!

La Chiesa Cattolica, invece, sessuofobica per imprinting, per non consentire il matrimonio ai preti, ha fatto entrare l'omossessualità nei seminari, nelle parrocchie e nelle sue scuole; la troppa frociaggine di bergogliana memoria, per intenderci.

E ora? 

Occorre insegnare la sessualità positiva fin dall'asilo nido.

Risultato?

Nessuno capirà più cosa significhi essere uomo o donna: i pedofili ringraziano, le "risorse"stupratrici pure.



 

giovedì 11 dicembre 2025

Ho bisogno del Calgon, non di Zerocalcare.

Passaggio al Bosco sbanca alla fiera dell’editoria: un successo senza precedenti


Le incrostazioni che l'egemonia culturale gramsciana ha lasciato in chiunque sia andato a scuola dopo la fine della Riforma Gentile, sono strati intermittenti di calcare nelle vie mnesiche dei nostri encefali.

Che tu abbia frequentato la scuola pubblica, privata o cattolica, è indifferente. 

Hai assorbito la tua dose di calcio e zolfo, in special modo sottoforma di solfato di calcio, gesso che strideva sulla lavagna se non spezzato, prima dell'era dei pannelli interattivi.

Un vecchio adagio, ancora attuale, spifferava: "In Italia, tutti scrivono  e nessuno legge."

Bravo, bene, 7 +.

E allora, dove l'editoria guadagna, a parte il tanto al quintale pagato dai riciclatori di carta, alias libri, quotidiani e riviste invendute?

Dai miliardi che da sempre sono spillati ai cittadini che non leggono, cioè la maggiorparte di coloro che soffre, secondo statistiche sempre aggiornate e falsamente allarmiste, di analfabetismo di solo andata, al netto degli studenti di ogni ordine e grado che usano ormai uno slang italo-inglese costruito su un migliaio di parole smartphonizzate, a essere generosi.

Il circolino degli antipatici (anti-fa-na-ra ) gode, dal 1945, di lauti contributi, solo quest'anno pari a 85 mln di euro.

Gli altri, quelli che sono passati al bosco editoriale, come Robin Hood nella foresta di Sherwood, i libri li devono vendere veramente per sopravvivere e se li vendono, aiutati anche dalle sceneggiate "Bella, ciao", dell'ultima kermesse tutta loro "Più libri, più liberi"... di rompere i maroni, è molto probabile che siano volutamente e liberamente cercati.

Volumi comprati a carrettate, non certo per ottenere il patentino dei buoni, di coloro che ovunque salgono in cattedra, insegnano, latrando, slogan sessantottini arruginiti come le loro chiavi inglesi Hazet 36, cosa siano il bene e il male assoluti e chi li esercita.





 

Vorrei... un Dio più sostenibile

                                                   Che cosa sono io senza di Te se non la guida di me stesso verso l’abisso. (S.Agostino - C...