
Tenebrae
responsoria
Raccolta di musiche
pubblicata nel 1611 del compositore Carlo
Gesualdo per l’Ufficio delle Tenebre della Settimana
Santa
Venosa,
piccolo borgo lucano, annovera tra i suoi illustri figli il grande
poeta latino Orazio Flacco e uno dei più grandi e misteriosi
compositori del tardo rinascimento italiano, il principe Carlo
Gesualdo. (Si consiglia caldamente la visione del film Gesualdo:
morte per cinque voci di Werner Herzog)
Della
sua produzione sacra colpisce lo straordinario intreccio delle voci,
capaci di raggiungere vette di contemplazione mistica che raramente
la scrittura musicale ha saputo realizzare con tale grado di purezza
e intensità, preservando la preziosa chiarezza e il rispetto del
testo sacro.
Le
atmosfere terse della controriforma e la ricerca di polifonie che non
appagassero un mero virtuosismo compositivo e interpretativo,
imponeva agli autori, del periodo, di seguire il modello del
Palestrina e del principio “ut verba intellegantur”, per
cui, i canti, avrebbero dovuto “ricordare la passione ed essere
comprensibili”.
Il
Gesualdo seppe mirabilmente coniugare tensione armonica, l’uso
audace e sperimentale della dissonanza, pur tuttavia, senza mai
cadere in qualsiasi lenocinio. L’ispirazione mistica profonda e
personale ne fanno uno degli autori più importanti dell’epoca.
Tra
le sue opere sacre più famose da ricordare: la Missa Sancti
Spiritus, la Missa in Coena Dominis oltre ai mottetti e ai
responsori per la Settimana Santa.
Marcusፒenor
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