Voce di uno che grida nel deserto
E' sempre più netta la sensazione che dietro le grandi suggestioni di questa epoca ci siano influenze sinistre atte a seminare odio contro l'uomo quale creatura privilegiata del Signore.
Il buonismo, il woke, il politicamente corretto, l'ossessione spasmodica di infilare in ogni discorso le frasi "magiche" cela un profondo disprezzo per l'uomo.
Non c'è alcun amore o sensibilità per i poveri, per le minoranze, per i diritti civili, per il clima; tutto questo è semplicemente il velo che copre ciò che eternamente vuole il Male quanto eternamente opera il bene.
Viene quasi da dire: trattasi di parole chiave, formule rituali di uno spirito che inquina la mente, spirito dal quale, chi tenta di sottrarsi, viene visto come un reietto sabotatore della grande istanza di collettivismo etico imposto obtorto collo.
In questo caso l'etica è proprio da intendersi come il nuovo ambiente - costruito artificialmente - in cui vivere, e non più le concrezioni secolari di abitudini, prassi e codici, filtrate, setacciate e depositate nei secoli.
Tanto è forte questo spirito che neppure i più avveduti riescono a sottrarvisi; dentro la retorica narrativa del pensiero unificatorio vi cadono tutti, papi, intellettuali, artisti, tutti costretti, volenti o nolenti, ad accogliere il convitato di pietra, vuoi per questioni di mera convenienza professionale, vuoi perché larvatamente appoggiano e si fanno strumento di questo spirito.
Occorre rifuggire da tutte le frasi e le parole che vengono propalate urbi et orbi, sforzarsi di non immiserire il proprio lessico e quindi il pensiero, allenare uno scetticismo smaliziato per tutto ciò che è mediaticamente imposto e attualistico, in poche parole dedicarsi ad una vita "separata", silenziosa, interiore, contemplativa.
Nessun commento:
Posta un commento