Dimenticate le serie TV su Netflix con i narcotrafficanti che sudano nella giungla. La vera festa, quella che conta miliardi di dollari e sposta gli equilibri del mondo, si gioca nel silenzio metallico delle zone industriali e nei porti dove l’aria sa di zolfo e corruzione.
L'inganno olfattivo: quando il greggio batte il tartufo.
Avete mai visto un cane antidroga al lavoro? Quei poveri bastardi hanno nasi che sentono una molecola di coca in un oceano di polvere. Ma c'è un trucco, un segreto sporco che il Cártel de los Soles (ovvero i generali di Maduro) ha elevato a forma d'arte: il petrolio. Se nascondi quintali di cocaina purissima dentro le cisterne di greggio della PDVSA, il naso del miglior pastore tedesco della Guardia di Finanza diventa utile quanto un portacenere su una moto. L’odore del petrolio venezuelano — denso, acido, onnipresente — satura i sensori biologici e chimici. È il mantello dell’invisibilità per la neve andina.
Logistica di Stato: navi Pirata con immunità. Qui non parliamo di motoscafi veloci che giocano a guardie e ladri con la Guardia Costiera. Parliamo di petroliere grandi come quartieri, navi che battono bandiera di Stato e godono di corridoi diplomatici. Il documento 1:11-cr-00205-AKH non è un romanzo: è il registro di carico di una multinazionale del crimine che usa il petrolio come scorta e la cocaina come dividendo.
Il baratto del veleno: Caracas-Pechino-Messico. Il petrolio non serve solo a coprire l’odore. Serve a pagare. In un mondo che sanziona Maduro, il greggio diventa moneta di scambio. Petrolio verso Est in cambio di tecnologia, armi e, soprattutto, quei simpatici precursori chimici cinesi che servono a "tagliare" la roba o a cucinare il Fentanyl. È un circolo chiuso: il petrolio esce, la polvere viaggia, i chimici sintetizzano e i soldi tornano a casa lavati e stirati attraverso contratti gonfiati per finte manutenzioni ai pozzi.
Perché i nostri opinionisti markettari tacciono? Mentre noi ci accapigliamo sulle accise alla pompa, quelle stesse petroliere attraccano nei nostri porti. La 'Ndrangheta non aspetta Amazon; aspetta il carico di energia. Perché se controlli il petrolio, controlli la rotta. E se controlli la rotta, puoi iniettare nelle vene dell'Europa qualunque schifezza chimica senza che un solo cane abbai.
Conclusione: la puzza della Realpolitik. La prossima volta che sentite odore di benzina, non pensate solo al pieno della macchina. Pensate che quel fumo nero è il lubrificante di un accordo tra regimi, spie e narcos. Il petrolio è l’unico solvente capace di sciogliere la morale dei governi e nascondere la scia di sangue che dal Venezuela arriva dritto nelle nostre strade.
Il naso dei cani è fuori uso e, a quanto pare, anche quello della nostra politica.
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